di Irene Varveri

LEONFORTE – Il Circolo di Compagnia di Leonforte ha ospitato sabato 31 ottobre un nuovo appuntamento culturale promosso nell’ambito delle attività dell’Accademia di Studi Classici e Filosofici. Al centro dell’incontro, questa volta, il tema dell’alchimia, affrontato attraverso la presentazione del volume Il Messaggio ritrovato, ovvero l’orologio della notte e del giorno di Dio, opera di Louis Cattiaux nella traduzione italiana curata da Nicola Anzalone. Un argomento che attraversa secoli di storia e di pensiero e che continua a suscitare interesse, anche al di fuori degli ambienti specialistici. Spesso associata alla ricerca della pietra filosofale e alla trasmutazione dei metalli, l’alchimia rappresenta in realtà un universo di conoscenze nel quale si intrecciano osservazione della natura, filosofia, simbolismo e spiritualità.

Alla trasformazione della materia si accompagna, in molte delle sue tradizioni, l’idea di una trasformazione interiore dell’uomo, alla ricerca di una conoscenza che vada oltre la dimensione puramente materiale. È in questa prospettiva che si colloca l’opera di Cattiaux, pittore e pensatore francese del Novecento, il cui lavoro si richiama alla tradizione ermetica e a una visione della conoscenza che unisce dimensione filosofica e ricerca spirituale. Il libro presenta anche una struttura particolare: i suoi aforismi, o versetti, sono disposti prevalentemente su due colonne parallele. Non si tratta di una semplice scelta grafica, ma di una precisa concezione simbolica: la colonna di sinistra rimanda generalmente alla dimensione terrestre, morale e filosofica, mentre quella di destra richiama la dimensione celeste, mistica e spirituale. In alcune pagine una terza colonna centrale riunisce i due significati attraverso la prospettiva alchemica. Una costruzione che riflette lo stesso intento dell’opera, nel tentativo di mettere in relazione il mondo visibile e quello invisibile, la materia e lo spirito.

Il dialogo tra Nicola Anzalone e Andrea Pruiti Ciarello ha offerto l’occasione per entrare nel merito di questi temi e approfondire i significati dell’opera, riscoprendo una tradizione di pensiero che, pur affondando radici in epoche lontane, conserva uno spazio di rilievo nel dibattito culturale, intellettuale e spirituale. Ad aprire l’incontro era stato Salvo La Porta, rettore dell’Accademia di Studi Classici e Filosofici, che è poi intervenuto anche nel corso del dibattito con alcune riflessioni sul Concilio Vaticano II, soffermandosi in particolare sul significato e sul valore del momento della consacrazione nella celebrazione liturgica. A suo giudizio più fedelmente rappresentata nella prassi precedente al Concilio.

La partecipazione ha visto una presenza prevalentemente di pubblico proveniente da fuori Leonforte, richiamato dall’interesse specifico per gli argomenti trattati, nonostante le condizioni meteorologiche poco favorevoli. L’iniziativa si inserisce nel percorso di appuntamenti culturali del circolo di compagnia che continua a offrire occasioni di confronto anche su temi meno consueti, riscoprendo tradizioni di pensiero che offrono ancora chiavi di lettura per comprendere il rapporto fra materia conoscenza e spiritualità.